2 - Servizio di catechesi. Il nostro museo viene ospitato nella casa del Vescovo. E questo è significativo. Il Vescovo infatti, è pastore d'anime. Con tutto il rispetto dovuto ai valori laici, intesi come tali nel senso migliore del termine, chi è chiamato a servire a tempo pieno il Regno di Dio deve occuparsi delle cose direttamente o indirettamente rapportate al Regno di Dio.
Il museo diocesano non è una divagazione rispetto al servizio pastorale. Esso infatti, raccoglie materiale che ha stretta attinenza con la sfera del "religioso", anzi del "sacro" e in particolare del "liturgico", cioè del momento culminante della religiosità, della sacralità nella vita della Chiesa.
La chiesa nel corso dei secoli, non solo riconobbe l'importanza dell'arte, ma ne scoprì una specifica funzione nella pedagogia della fede cogliendo con profonda intuizione un nesso tra immagine e annuncio del Vangelo.
Non possiamo non tenere presente che i visitatori del nostro museo sono quasi nella totalità dei battezzati, dei quali una percentuale notevole vive abitualmente ai margini della vita ecclesiale.
Paolo VI rivolgendosi agli artisti disse: "Non abbiamo bisogno di voi." Il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi, commovente, il mondo dello spirito, dell'invisibile, dell'ineffabile. Concetto ripetuto da Papa Benedetto nell'incontro con gli Artisti nella Cappella Sistina.
3 - Servizio di tutela e valorizzazione. La Conferenza Episcopale, ha operato, perché fosse valorizzato il patrimonio con la catalogazione generale delle opere d'arte nelle nostre chiese. Nella nostra Diocesi mi risulta che questo è stato completato. Ora è necessario provvedere alla sicurezza e alla conservazione. Quando la conservazione nei luoghi originari delle opere d'arte diventa impossibile, in quanto gravemente rischiosa è opportuno che siano conservate nei musei o in sale di esposizione protette da impianti di sicurezza.
E' quello che si sta facendo anche nella nostra Diocesi. Il museo diocesano intende, per quanto è possibile, offrire un servizio di supplenza a tutela delle opere più significative, per sottrarle a trafugamenti irreparabili. Occorre dire anche che oltre la custodia, deve essere garantita la manutenzione e il pubblico godimento, tenuto conto delle numerosissime parrocchie vacanti e delle ancor più numerose chiese abitualmente chiuse, a parte il tempo della celebrazione della S. Messa.
E' importante che il museo sia vivo, con esposizione ciclica di oggetti appartenenti alle parrocchie e con conferenze come quella di oggi, per riscoprire il nostro territorio e le nostre radici di fede. Già con le esposizioni fatte e la disponibilità di alcune parrocchie, si sta realizzando tale proposito.
Mi auguro che il museo funga da richiamo permanente, quasi scuola che insegni a discernere e ad apprezzare un patrimonio di incalcolabile valore, che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle generazioni future affinché abbiano la consapevolezza di quanto i nostri Padri ci hanno affidato.
Il primo grazie deve essere fatto al nostro Vescovo Mons. Eugenio Binini che è l'artefice di questo museo. Tutto si deve a lui.
Ringrazio l'architetto Nicola Gallo che è stato l'anima per la progettazione e la realizzazione del progetto. So che in queste ultime settimane ha partecipato ad un convegno a Napoli sui Musei Diocesani e ho letto sul quotidiano Avvenire che si è parlato anche del nostro museo. Ringrazio le dottoresse Barbara Sisti e Elena Scaravella, attente alle necessità del museo e alla collocazione degli oggetti esposti con grande professionalità e amore. Con loro ringrazio quanti con il loro interesse ci sono vicini.
Mi auguro che il museo diventi sempre più un centro di cultura e di testimonianza cristiana, in cui tutti ci sentiamo impegnati per renderlo sempre più vivo e attivo.
Termino con l'invito che il Papa ha fatto a tutti gli artisti nella Cappella Sistina: Camminiamo insieme verso la Bellezza infinita.
Don Silvano Lecchini
28 novembre 2009